Lavoratore Licenziato Che Guarda Fuori Dalla Finestra

Conoscere i propri diritti è importante, ti da modo di poterti difendere se è il caso. Partire dal presupposto che nessuno può essere licenziato non è giusto. Ci sono bravi lavoratori e cattivi lavoratori. C’è chi lavora e produce e, come si suol dire “si fa il mazzo” e chi, con il posto sicuro, si sente accasato e non fa il minimo sforzo per contribuire. Un lavoro ce lo si guadagna, non è scontato. In genere chi produce e fa un buon lavoro, in caso di difficoltà dell’azienda è l’ultimo ad essere mandato via. Forse può essere ritenuta una magra consolazione, ma questa consapevolezza può fare in modo che si abba più tempo per cercarsi una nuova occupazione con più calma.
In ogni caso, se si è stati licenziati, occorre per prima cosa scoprire, dal contratto, quali sono le proprie garanzie e diritti. Capire inoltre il motivo del licenziamento è essenziale. Se è veritiero può aiutarci a non fare lo stesso errore nel nuovo posto di lavoro, oppure consentirà di prestare maggior attenzione ai segnali. Per esempio se l’azienda è in difficoltà e non può far altro che licenziare, non si può pretendere di rimanere. Però se lo si avesse capito per tempo, si sarebbe potuto cercare un altro posto prima di ritrovarsi senza lavoro.

In una lettera di licenziamento non è obbligatorio che siano riportate le motivazioni da cui è scaturita, ma il lavoratore ha diritto a chiederli, se li vuole conoscere.

Esiste anche il licenziamento disciplinare e riguarda il comportamento specifico tenuto dal lavoratore. In questo caso però avviene dopo una fase precedente, aperta dall’azienda nei confronti del lavoratore stesso, che può difendersi. In questo caso ci sono una serie di regole comportamentali che delineano la condotta dell’azienda e il lavoratore ha termini legali entro i quali può difendersi, presentare prove che lo possano discolpare o chiedere la revoca del licenziamento se pensa essere stato vittima di un provvedimento scorretto.

Il lavoratore che riceve una lettera di licenziamento ha otto giorni per chiederne motivo, se non è precisato nella stessa, e se ritiene che sia un procedimento scorretto nei suoi confronti deve darne comunicazione. Ha sessanta giorni per impugnare l’atto e rivolgersi ad un legale affinché lo assista per risolvere la questione.
L’importante, in una situazione simile, è capire prima di tutto i motivi e se non si è d’accordo procedere, ma sempre tenendo presente i propri diritti e avendo preso informazioni da più fonti per essere certi che ciò che è successo possa dar luogo ad un procedere effettivo. Inutile impelagarsi in situazioni spiacevoli se non ci sono possibilità.
In alternativa ci si può rivolgere ai sindacati o alle associazioni che proteggono i diritti dei lavoratori.

Per un approfondimento leggi anche cosa scrive l’Avv. Baice del foro di Vicenza nel suo post sul licenziamento. ‎

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